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Dal mare una nuova visione strategica per l’Italia: le innovazioni della Legge “Valorizzazione Risorsa Mare”

La pubblicazione della Legge n. 70 del 9 maggio 2026 rappresenta un passaggio significativo nel percorso di valorizzazione della dimensione marittima del nostro Paese. Il provvedimento, nato come Disegno di Legge n. 1624, approvato dal Consiglio dei Ministri il 4 agosto 2025 e successivamente licenziato dal Parlamento, interviene su ambiti diversi ma strettamente collegati tra loro: dalla governance del mare alla nautica da diporto, dalla dimensione subacquea alla tutela degli interessi nazionali negli spazi marittimi.

Non si tratta di una legge settoriale, ma di un intervento normativo che conferma come il mare sia ormai considerato una risorsa strategica sotto il profilo economico, ambientale, infrastrutturale e geopolitico.

Tra le novità più rilevanti merita particolare attenzione l’istituzione della Zona Contigua, prevista dall’articolo 33 della Convenzione delle Nazioni Unite sul Diritto del Mare (UNCLOS), la cosiddetta Convenzione di Montego Bay del 1982. La Zona Contigua si estende per ulteriori dodici miglia nautiche oltre il limite del mare territoriale, consentendo allo Stato di esercitare specifici poteri di controllo finalizzati alla prevenzione e alla repressione delle violazioni in materia doganale, fiscale, sanitaria e di immigrazione.

La previsione assume una rilevanza che va ben oltre il dato strettamente giuridico. In un contesto internazionale caratterizzato da crescenti esigenze di sicurezza marittima e di tutela degli interessi strategici nazionali, la definizione degli spazi marittimi rappresenta uno strumento essenziale di politica del mare. Nella medesima prospettiva si colloca anche l’aggiornamento delle linee di base dello Stato italiano, conseguente alle mutate caratteristiche morfologiche della costa.

Di particolare interesse risultano, inoltre, le disposizioni dedicate alla dimensione subacquea. Il legislatore interviene per disciplinare l’attività subacquea a scopo ricreativo, definendo gli ambiti operativi delle immersioni e regolamentando le figure professionali degli istruttori, delle guide subacquee e dei centri di immersione. La disciplina si inserisce nel più ampio quadro normativo delineato dalla Legge 26 gennaio 2026, n. 9, contribuendo a completare il sistema di regole di un settore destinato ad assumere un ruolo sempre più strategico per il nostro Paese.

L’attenzione verso l’underwater economy appare coerente con la recente istituzione del Polo Nazionale della Dimensione Subacquea, chiamato a promuovere lo sviluppo integrato delle capacità subacquee nazionali nei settori civile, industriale, scientifico e militare.

Numerose sono poi le innovazioni introdotte in materia di nautica da diporto. Alcune disposizioni perseguono obiettivi di semplificazione amministrativa, come la riduzione da sessanta a trenta giorni dei termini per il rinnovo delle licenze di navigazione, mentre altre mirano a favorire una maggiore efficienza operativa del settore.

Particolarmente significativa appare la disciplina relativa alla compravendita delle unità usate, per la quale la ricevuta rilasciata dallo Sportello Telematico del Diportista sostituisce la licenza di navigazione per novanta giorni, consentendo una più rapida circolazione delle unità oggetto di trasferimento.

Il legislatore introduce inoltre una nuova tipologia di noleggio caratterizzata dall’indicazione dell’itinerario concordato tra le parti, che si affianca al tradizionale noleggio a tempo. Ulteriore elemento di novità è rappresentato dal superamento del divieto assoluto di promiscuità tra uso privato e utilizzo commerciale dell’unità da diporto attraverso la possibilità di affidarne la gestione a società di charter per periodi determinati, mediante semplice annotazione sulla licenza di navigazione.

Di particolare interesse risulta anche la disciplina della locazione con nomina del comandante. In tale ipotesi l’unità dovrà essere condotta da un soggetto in possesso almeno del titolo di Ufficiale di Navigazione del Diporto di seconda classe, designato dal locatario quale comandante, fermo restando il limite massimo di dodici persone trasportabili, salvo che il certificato di omologazione dell’imbarcazione preveda un numero inferiore.

Interventi specifici riguardano altresì il noleggio occasionale e l’attività dei Centri di istruzione per la nautica, per i quali vengono introdotte disposizioni finalizzate a rafforzare il carattere associativo delle attività formative e a limitarne la promozione commerciale al solo ambito associativo.

La Legge n. 70 del 2026 contiene, infine, ulteriori disposizioni in materia di cantieristica, ambiente, scuola e pesca che meritano autonomi approfondimenti.

Al di là dei singoli interventi normativi, il dato forse più interessante che emerge dalla lettura del provvedimento è la crescente consapevolezza del legislatore circa la centralità del mare per lo sviluppo del Paese. Portualità, nautica, tutela degli spazi marittimi, dimensione subacquea e valorizzazione delle competenze rappresentano oggi parti di un’unica visione strategica.

Il Diritto del Mare sta vivendo una stagione di profonda evoluzione normativa e sarà sempre più chiamato a confrontarsi con temi che riguardano non soltanto la regolamentazione dei singoli settori, ma anche la competitività del sistema marittimo italiano nel suo complesso.

La Legge “Valorizzazione Risorsa Mare” costituisce, sotto questo profilo, un ulteriore tassello di un percorso che appare ancora in divenire, ma che conferma come il mare non rappresenti soltanto un patrimonio naturale da tutelare, bensì una risorsa strategica da governare con strumenti normativi sempre più adeguati alle sfide del presente e del futuro.

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